Centro Medico Piscine di Vicenza 

Centro Medico Piscine di Vicenza
Con all’interno l’innovativo centro Move Different
viale Arturo Ferrarin 71
Tel.320/8888680

CENTRO MEDICO PISCINE DI VICENZA

Vogliamo aiutare le persone a diventare protagonisti del proprio stato di salute, attraverso percorsi di prevenzione e miglioramento del proprio stile di vita. Possiamo creare un nuovo polo della salute con lo scopo di prevenzione delle patologie cardiovascolari e metaboliche, delle patologie degenerative osteoarticolari, la rieducazione funzionale in esiti di traumi o interventi chirurgici e la prevenzione dell’infortunio sportivo.

CENTRO MOVE DIFFERENT

Esperienza di benessere a 360°, rivoluzionario approccio alla salute e al movimento, come non si era mai visto prima.

Nel primo centro Move Different in Italia ricerca scientifica e tecnologia si fondono insieme: dati oggettivi, personale specializzato e monitoraggio in tempo reale.

I nostri professionisti del movimento, supportati dall’eccellenza della tecnologia di cui il Centro Move Different dispone, offrono una valutazione funzionale della condizione fisica, oggettiva e in tempo reale. Sulla base di questo report, le persone potranno iniziare un percorso personalizzato e costantemente monitorato per migliorare il loro stile di vita, insieme.

La nostra valutazione funzionale e posturale 4.0

Osteoartrite sintomi, rimedi e terapia

L’osteoartrite è la forma più comune di artrite e colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si verifica quando la cartilagine protettiva che attutisce le estremità delle ossa si consuma nel tempo.

Sebbene l’artrosi possa danneggiare qualsiasi articolazione, il disturbo colpisce più comunemente le articolazioni di mani, ginocchia, fianchi e colonna vertebrale.

I sintomi dell’artrosi possono generalmente essere gestiti, sebbene il danno alle articolazioni non possa essere invertito. Rimanere attivo, mantenere un peso sano e alcuni trattamenti potrebbero rallentare la progressione della malattia e aiutare a migliorare il dolore e la funzione articolare.

SINTOMI

I sintomi dell’artrosi si sviluppano spesso lentamente e peggiorano nel tempo.

Segni e sintomi di artrosi includono:

Dolore alle articolazioni interessate durante o dopo il movimento.

La rigidità articolare potrebbe essere più evidente al risveglio o dopo essere stata inattiva.

L’articolazione potrebbe sentirsi al tatto tenera quando si applica una leggera pressione o vicino ad essa.

Potresti non essere in grado di muovere l’articolazione attraverso l’intera gamma di movimenti.

Potresti provare una sensazione di attrito quando usi l’articolazione.

Speroni ossei. Questi pezzi extra di osso, che sembrano grumi duri, possono formarsi attorno all’articolazione interessata.

Gonfiore. Ciò potrebbe essere causato dall’infiammazione dei tessuti molli intorno all’articolazione.

Le cause

L’osteoartrosi si verifica quando la cartilagine che attutisce le estremità delle ossa delle articolazioni si deteriora gradualmente. La cartilagine è un tessuto sodo e scivoloso che consente un movimento articolare quasi privo di attrito. Alla fine, se la cartilagine si consuma completamente, le ossa si sfregano.

L’osteoartrosi è stata spesso definita una malattia da “usura”. Ma oltre alla rottura della cartilagine, l’artrosi colpisce l’intera articolazione. Provoca cambiamenti nell’osso e deterioramento dei tessuti connettivi che tengono unita l’articolazione e attaccano i muscoli alle ossa. Provoca anche l’infiammazione del rivestimento articolare.

FATTORI DI RISCHIO

I fattori che possono aumentare il rischio di artrosi includono:

Età avanzata. Il rischio di artrosi aumenta con l’età.

Sesso. Le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare l’artrosi, anche se non è chiaro il perché.

Obesità. Il trasporto di peso corporeo aggiuntivo contribuisce all’osteoartrite in diversi modi e più si è pesanti, maggiore è il rischio. L’aumento di peso aggiunge stress alle articolazioni portanti, come fianchi e ginocchia. Inoltre, il tessuto adiposo produce proteine che possono causare infiammazioni dannose dentro e intorno alle articolazioni.

Lesioni articolari. Le lesioni, come quelle che si verificano quando si praticano sport o da un incidente, possono aumentare il rischio di artrosi. Anche le lesioni che si sono verificate molti anni fa e apparentemente guarite possono aumentare il rischio di artrosi.

Ripetuto stress sull’articolazione. Se il tuo lavoro o lo sport che pratichi provoca stress ripetitivi su un’articolazione, quell’articolazione potrebbe eventualmente sviluppare l’artrosi.

Genetica. Alcune persone ereditano la tendenza a sviluppare l’artrosi.

Deformità ossee. Alcune persone nascono con articolazioni malformate o cartilagine difettosa.

Alcune malattie metaboliche. Questi includono il diabete e una condizione in cui il tuo corpo ha troppo ferro (emocromatosi).

COMPLICAZIONI

L’osteoartrite è una malattia degenerativa che peggiora nel tempo, causando spesso dolore cronico. Il dolore e la rigidità articolari possono diventare abbastanza gravi da rendere difficili le attività quotidiane.

Depressione e disturbi del sonno possono derivare dal dolore e dalla disabilità dell’osteoartrosi.

Alluce rigido

L’alluce rigido consiste in una degenerazione artrosica della articolazione fra alluce e primo metatarsale (l’osso che lo precede verso la caviglia) denominata ‘prima metatarso-falangea’, la cartilagine di questa articolazione risulta gravemente usurata come in tutte le forme artrosi che e i capi articolari si deformano dando origine agli osteofiti che si localizzano prevalentemente dorsalmente alla testa del primo metatarsale limitando il movimento dell’alluce soprattutto in estensione e provocando dolore durante la deambulazione.
La causa può ritrovarsi in pregressi traumi che abbiano coinvolto quella articolazione o in altre deformità del piede che abbiano modificato l’appoggio del piede stesso.
Il sintomo principale è il dolore durante la deambulazione e poi anche a riposo con una riduzione della mobilità dell’alluce stesso.
La diagnosi è clinica con una adeguata visita ortopedica e viene supportata da radiografie in carico del piede.

TRATTAMENTO

Il trattamento conservativo è limitato alle fasi iniziali ed è comunque temporaneo perché l’evoluzione della patologia è difficilmente arrestabile mobilizzazioni, fisioterapia o infiltrazioni. I farmaci anti-infiammatori possono essere prescritti per il controllo del dolore.
Il trattamento chirurgico può prevedere sostanzialmente uno dei seguenti approcci:

  •   osteotomia decompressiva (è una osteotomia a livello del primo metatarsale in accorciamento che consente un rilassamento delle strutture articolari della prima metatarso-falanea e si completa con l’asportazione degli osteofiti che limitano il movimento dell’alluce.
  •   Artroplastica con protesi metatarso-falangea (prevede una osteotomia della base della falange prossimale dell’alluce che viene sostituita da una sorta di bottone metallico che si articola con la testa del primo metatarsale alla quale sono preventivamente stati asportati gli osteofiti.
  •   Artrodesi metatarso-falangea (riservata ai casi più gravi prevede una osteotomia della testa del primo metatarsale e della base della falange prossimale del primo dito, le due ossa liberate così da ogni residuo di cartilagine vengono messe a contatto e fissate tra loro per ottenere una fusione della articolazione.

    Gli approcci chirurgici che prevedono una osteotomia prevedono tempi di guarigione sovrapponibili a quelli visti nelle correzioni chirurgiche dell’alluce valgo.

  • DOVE VISITO:

    Vicenza: Casa di Cura Ertenia: Viale Eretenio. Prenotazioni: 0444994641

    Monselice: Medclinic Via 4 Novembre.  Pozzonovo (PD). Prenotazioni: 0429772906

    Bologna: Villa Torri Hospital Via Q. Filopanti.Prenotazioni: 0519950517

Artrosi del ginocchio

L’artrosi del ginocchio è una delle cause più comuni di dolore articolare al ginocchio. Per artrosi si indica la degenerazione della cartilagine articolare di rivestimento dei capi articolari. Si tratta di un fenomeno ‘parafisiologico’ nel senso che tutti con il passare del tempo ne siamo colpiti per una semplice motivazione legata all’usura ma talvolta tale degenerazione da origine ad una sintomatologia dolorosa a carattere ingravescente ed invalidante oltre che resistente a numerosi tentativi di terapia. Esistono diverse fasi dell’artrosi in relazione all’entità del danno della cartilagine articolare dalle forme più lievi a quelle più gravi che vedono una quasi totale scomparsa della cartilagine di rivestimento dei capi articolari e la conseguente esposizione dell’osso sottostante che, non più protetto dalla cartilagine, reagisce diventando duro e sclerotico (eburneo) e deformandosi (osteofitosi).

Le due principali categorie di artrosi sono la forma primitiva che non è dovuta a nessuna causa specifica e quella secondaria risultante da altre patologie in atto o pregresse (es. traumi e fratture)
Alterati assi di carico del ginocchio, eccessive sollecitazioni, pregressi traumi importanti articolari sono tra le cause principali dell’artrosi anche se non sono da dimenticare fattori ereditari e alterazioni di tipo ormonale. Il ginocchio artrosico solitamente provoca dolore dapprima durante l’attività e poi anche a riposo. E’ spesso tumefatto come conseguenza della presenza di liquido articolare in eccesso per il fenomeno infiammatorio in atto. Nelle fasi avanzate può apparire deformato anche dall’esterno oltre che dal punto vista radiografico.

Anche se una semplice radiografia standard del ginocchio può essere sufficiente porre diagnosi di artrosi, ricordando che la visita del ginocchio deve essere sempre e comunque accurata, possono essere di estrema utilità anche speciali proiezioni radiografiche e la RMN.

Ginocchio varo e ginocchio valgo

Per ginocchio varo si intende quella deformità in cui l’arto inferiore appare come un arco, le due ginocchia tendono ad allontanarsi tra loro nonostante i piedi possano essere a contatto durante la posizione eretta.
Per ginocchio valgo si intende quella deformità in cui i due arti appaiono ad ‘X’ e le due ginocchia vengono a contatto anche se i piedi in posizione eretta non lo sono tra loro.

Questa alterazioni degli assi di carico provocano uno squilibrio nelle forze e nel peso che si scarica dall’alto (anca e femore) al ginocchio, ciò può comportare una usura anomala ed accelerata di alcune parti del ginocchio e delle sue cartilagini.
Le deformità menzionate se di grado importante possono poi provocare un progressivo ‘allungamento’ dei legamenti con conseguente instabilità della articolazione.

La sintomatologia di queste deformità è legata alle conseguenze della stessa cioè i sintomi sono riferibili alla degenerazione della cartilagine o delle altre strutture articolari.
La diagnosi oltre che dalla visita deve essere supportata da radiografie degli arti inferiori mentre il paziente è in piedi (in carico).

Lesioni Meniscali

In ogni ginocchio esistono due menischi, interno ed esterno (o mediale e laterale), si tratta di fibrocartilagini che hanno una funzione simile ad un ammortizzatore e che si trovano fra la superficie del femore e quella della tibia; hanno una consistenza dura ed elastica e data la loro forma aumentano la congruità fra i capi articolari delle suddette ossa. Questo effetto di aumento della congruità fra femore e tibia si traduce in una più uniforme distribuzione del peso dal femore, i cui estremi che affrontano la tibia (coondili) sono arrotondati, e la tibia stessa che si contrappone al femore con una superficie più o meno piatta.
La lesione (o frattura) di un menisco consiste in una interruzione della sua integrità in uno o più punti. La lesione del menisco da solitamente origine ad una infiammazione con conseguente dolore e spesso tumefazione del ginocchio per aumento del liquido intra-articolare.
I sintomi più comuni di una lesione meniscale sono quindi il dolore localizzato in un punto preciso e a carattere ‘pungente’ o diffuso all’intero ginocchio con variabile tumefazione dello stesso ed episodicamente blocco o riduzione della capacità di movimento dello stesso da parte del paziente.
Le cause di una lesione meniscale sono le più svariate e vanno dal traumatismo diretto o distorsivo durante l’attività sportiva o lavorativa sino a banali movimenti torsionali del ginocchio durante le più comuni attività quotidiane.
Per porre diagnosi di lesione meniscale è fondamentale un accurato esame clinico (visita) del ginocchio e un adeguato ascolto della storia di insorgenza del dolore. L’esame diagnostico più indicato a confermare un sospetto diagnostico di lesione del menisco è rappresentato dalla Risonanza Magnetica Nucleare.

Trattamento Lesioni Meniscali

Terapia Conservativa
Posta una diagnosi di lesione meniscale la priorità è il controllo della sintomatologia ed in particolare del dolore del paziente. Per questo motivo la prescrizione di farmaci anti-infiammatori e anti-dolorifici è la routine, associata all’applicazione ripetuta di ghiaccio locale e al riposo relativo dell’articolazione ‘malata’.
Nel caso in cui le terapie suddette non fossero sufficienti ed in relazione al tipo di lesione meniscale potrebbe rendersi necessario un trattamento chirurgico.

Terapia Chirurgica
Il trattamento chirurgico delle lesioni meniscali avviene oggi attraverso tecniche mini-invasive praticate per via artroscopica. L’artroscopia del ginocchio prevede l’effettuazione di piccoli fori in punti specifici del ginocchio che servono da accesso all’interno della articolazione. Con strumenti di precisione e dedicati si provvede alla riparazione della lesione, se le caratteristiche stesse della lesione lo consentono oppure alla parizale asportazione del frammento meniscale lesionato cercando di salvaguardare sempre il più possibile la struttura e la forma del menisco per garantire allo stesso di poter continuare a svolgere la sua funzione nel ginocchio. Nei rari casi in cui si rendesse necessaria una asportazione totale o quasi di un menisco esiste la possibilità di procedere con un trapianto meniscale (da donatore o sintetico).

Operatorio
Ogni paziente sottoposto a trattamento chirurgico per una lesione meniscale viene dettagliatamente informato sulla procedura alla quale è stato sottoposto ed educato conseguentemente per il periodo post-operatorio con indicazioni generali e specifiche caso per caso fornendo un protocollo riabilitativo ad hoc che il paziente talvolta può seguire in autonomia mentre altre volte assistito da un fisioterapista

Decorso post-op standard in caso di sutura meniscale:
Dimissione in serata (stesso giorno dell’intervento) – flesso-estensione del ginocchio controllata per 20 giorni circa – ausilio di stampelle per la deambulazione per circa 20 giorni – carico immediato completo – ritorno alla corsa dopo circa 60-70 giorni

Decorso post-op standard in caso di meniscectomia selettiva:
Dimissione in serata (stesso giorno dell’intervento) – flesso-estensione del ginocchio libera da subito- ausilio di stampelle per la deambulazione per circa 7 giorni – carico immediato completo – ritorno alla corsa dopo circa 30 giorni

Sinoviti

Si tratta di una infiammazione della membrana sinoviale cioè del tessuto che riveste l’interno delle articolazioni. Questo tessuto infiammato diventa edematoso cioè si gonfia e può restare intrappolato tra i capi ossei dell’articolazione durante i movimenti talvolta produce una maggiore quantità di liquido sinoviale rispetto alla norma e dando origine a gonfiore e dolore al ginocchio. Nei casi di sinoviti croniche si può arrivare ad una sofferenza della cartilagine articolare sino all’ artrosi.
Le cause di sinovite sono molteplici e si va dalle sinoviti post-traumatiche (esiti di traumatismi contusivi o distorsivi) a quelle di origine reumatica sino alle patologie tumorali.
Da non sottovalutare le sinoviti da infezione intra-articolare, diretta o come localizzazione secondaria di altre infezioni sistemiche.
Il ginocchio solitamente appare caldo e tumefatto oltre che dolente anche a riposo. Lo stato generale del paziente e l’eventuale rialzo della temperatura coroporea possono aiutare nella diagnosi che si basa su test clinici, RMN ed esami di laboratorio.
Talvolta esami bioptici (ago biopsia) o istologici con prelievo di membrana sinoviale intra-operatorio possono essere decisivi.

Coxartrosi Sintomi Diagnosi e Terapia

 La coxartrosi o artrosi dell’anca è una patologia cronico-degenerativa dell’articolazione dell’anca dovuta a una progressiva alterazione della cartilagine articolare. A queste alterazioni si accompagna il dolore, la limitazione nel movimento e può essere compromessa la normale deambulazione. Si distinguono due forme di coxartrosi: una primitiva, comune nell’età avanzata nella quale non se ne riconosce la causa, e una secondaria, conseguente a varie patologie come le deformitàarticolari congenite (ad esempio la displasia dell’anca) o a patologie traumatiche, infettive, reumatiche, o vascolari come la necrosi asettica della testa del femore.

Patogenesi Coxartrosi
Lo strato di cartilagine che riveste la testa del femore e la cavità acetabolare si assottiglia progressivamente fino a mettere a nudo l’osso sottostante. Questo reagisce addensandosi e deformandosi, con la produzione di escrescenze a forma di becco (osteofiti) che limitano il movimento. La capsula articolare si ispessisce e i muscoli si retraggono fino a determinare una caratteristica postura dell’individuo affetto da coxartrosi,

 Fattori di rischio della Coxartrosi
I fattori che predispongono all’insorgenza della coxartrosi sono:
obesità, per il sovraccarico meccanico dell’articolazione dell’anca
familiarità
età, principale fattore di rischio per lo sviluppo dell’artrosi
predisposizioni anatomiche come la diplasia e il conflitto femoro-acetabolare.

Sintomi Coxartrosi
Il sintomo che maggiormente colpisce i soggetti affetti da tale patologia è il dolore, che si manifesta maggiormente al mattino e alla sera e tende ad attenuarsi con il movimento. Il dolore è solitamente causato da infiammazione della sinovia, iperemia capsulare e ossea, e da stimolazione dei nocicettori a livello del periostio. La ridotta funzionalità articolare è un sintomo che colpisce successivamente i soggetti, ma è più invalidanteperché non permette di compiere le normali attività. Sono presenti anche claudicazione, flessione del bacino in rotazione esterna, una limitazione dolorosa dei movimenti dell’anca con risentimento funzionale.

Diagnosi Coxartrosi
La radiografia mostrerà la presenza di osteofiti, la deformazione della testa del femore con la riduzione dello spazio articolare tra questa e la cavità dell’acetabolo. Oltre all’esame radiologico, l’osservazione dei sintomi è necessaria per una corretta diagnosi.

 Terapia Coxartrosi
La terapia farmacologica è orientata al sollievo del dolore, mediante l’impiego di analgesici o antinfiammatori non steroidei (FANS). Vengono utilizzate anche infiltrazioni di acido ialuronico che servirebbero per ricostituire la cartilagine articolare, a causa della sua patologica atrofia. Studi recenti confermano però che l’utilizzo di infiltrazioni intra-articolari di soluzione fisiologica, clodronato e acido ialuronico danno risultati del tutto sovrapponibili sulla riduzione del dolore.

La terapia chirurgica, si avvale di moderni impianti protesici che permettono la totale sostituzione dell’articolazione. Tali impianti sono in metallo pregiato (titanio) e non necessitano di alcuna cementazione, cioè ottengono un ancoraggio diretto all’osso che permette la deambulazione, in carico parziale, dopo 3-4 giorni dall’intervento. In particolare, grazie alle moderne tecniche di chirurgia mininvasiva che preservano le strutture anatomiche, si accelera il recupero delle normali attività e si riduce in modo significativo il dolore. Importante è la fisioterapia e la rieducazione ginnica, anche con cure termali.

Il Dr. Francesco Barcaro esegue l’intervento con tecnica mininvasiva ( AMIS) per via anteriore senza staccare i muscoli! Questa tecnica permette di riprendere a deambulare già il giorno dell intervento!

Chirurgo Ortopedico Vicenza – Monselice – Bologna